In una relazione la dipendenza affettiva non definisce una condizione patologica. Può rappresentare una situazione assolutamente normale: il sano legame tra individui viene chiamato dipendenza positiva ed è caratterizzato da amore reciproco.

Tuttavia, la dipendenza affettiva può diventare disfunzionale quando si vive uno stato in cui la relazione di coppia è vissuta come condizione unica, indispensabile per la propria esistenza. Come ci spiega Silvia Pollastri, psicologa esperta in dinamiche di coppia, all’altro viene attribuita un’importanza tale da annullare sé stessi e non ascoltare i propri bisogni.

Tutto ciò al fine di non affrontare la paura più grande, cioè la paura di perdere la relazione con l’altro. C’è una costante assenza di reciprocità all’interno della relazione di coppia, nella quale uno dei due nella coppia vede nell’altro, che solitamente si mostra sfuggente, l’unica ragione della sua esistenza.

Da cosa deriva la dipendenza affettiva

La persona dipendente affettiva solitamente ha vissuto profonde carenze nell’infanzia, che hanno generato intense paure abbandoniche. Ha inoltre sviluppato una percezione di sé come non meritevole d’amore, ha spesso una bassa autostima, ha una profonda sensibilità, ha una spiccata capacità a mettersi in discussione, ha delle alte e profonde capacità empatiche ed infine un’incapacità a ritenere validi i propri bisogni ed a riconoscerli come giusti.

Spesso si osservano dinamiche di coppia in cui spesso la donna con caratteristiche “dipendenti” sceglie inconsapevolmente un partner problematico, evitante, anaffettivo, spesso con tratti o disturbi narcisistici.
Quest’ultimo, anch’egli con un profondo vuoto interiore mascherato da una apparente sicurezza e forza, andrà a confermare l’immagine negativa che la dipendente ha di sè, utilizzando modalità manipolatorie.

Solitamente in tale tipo di “incastro di coppia” si assiste ad un uomo che, facendo leva sui sensi di colpa della partner e confondendola con modalità implicite di manipolazione, porta la donna ad aumentare la dedizione e la dipendenza da lui.

L’uomo, in questo tipo di relazione, farà leva sulle grandi abilità empatiche della donna e sulla sua capacità di elevata (se non eccessiva) sopportazione. Lui, al contrario, si mostrerà totalmente incapace ad essere empatico verso i bisogni della donna, anche quando quest’ultima mostrerà al partner alti livelli di sofferenza.

La donna vedrà come sempre più importanti i bisogni del partner, cercherà sempre più di corrispondervi, arrovellandosi, fino ad un vero sfinimento. Penserà di essere colpevole del fallimento della coppia e cercherà di far di tutto, con costi molto elevati per la sua serenità, di salvare la relazione sopportando implicite od espliciti umiliazioni.

Dipendente e manipolatore: come si caratterizzano?

Un incastro di tale tipo potrebbe essere schematizzato con queste caratteristiche, di seguito riportate:

dipendente

  • vuoto d’amore
  • paura dell’abbandono
  • profondo senso di disvalore manifesto
  • alti livelli di empatia
  • alta capacità di sopportazione
  • alti livelli di sensibilità e capacità di mettersi in discussione “non vado mai bene, cosa sbaglio, devo fare di più”
  • incapacità di riconoscere  e rispettare i propri bisogni

manipolatore

  • vuoto d’amore
  • paura dell’abbandono
  • profondo senso di disvalore mascherato
  • bassi o nulli livelli di empatia
  • bisogno di dedizione assoluta
  • assenza o scarsa capacità di mettersi in discussione e di vedere la propria parte di responsabilità: “non sbaglio mai, sei tu che sei sbagliata”
  • utilizzo di abilità manipolative implicite ed esplicite “vedi male tu, hai capito male tu”
  • assoluto bisogno del soddisfacimento dei propri bisogni

In sintesi, le caratteristiche dell’uno e dell’altro creano, quindi, un incastro di coppia dal quale risulta difficile liberarsi, e che spesso è alla base di una grande e profonda sofferenza psicologica. Questo patologico incastro alimenta infatti la dipendenza della dipendente affettiva. Semplificando, il partner con tratti narcisistici farà credere alla compagna di non valere e “di non potercela fare senza di lui”, il partner dipendente, in questa dinamica, tenterà ancor di più a porsi come crocerossina dell’altro e della relazione.

La manipolazione messe in atto dal partner portano la dipendente a confondersi e spesso a mettere in dubbio le proprio percezioni, determinando lo sviluppo di sentimenti di colpa e di ulteriore disvalore, generando modalità di angoscia e comportamenti atti a salvare la relazione, mettendo da parte se stessa, non occupandosi della sua sofferenza. L’alta sensibilità ed empatia della dipendente porta il partner a richiederle sempre di più ed ad alimentarne sensi di colpa nel momento in cui non fosse disponibile. Tutto ciò crea un circolo vizioso che catalizza energie e che genera profondo malessere. 

Come uscire dalla dipendenza affettiva?

Se pensi di avere le caratteristiche della dipendenza affettiva e soprattutto di vivere incastrata all’interno di una dinamica di coppia come quella sopra descritta, potrebbe aiutarti un percorso psicologico al fine di:

  • comprendere il tuo funzionamento al fine di capire quale sia la motivazione sottostante la dipendenza
  • affrontare la paura dell’abbandono
  • imparare a riconoscere i tuoi bisogni ed esprimerli
  • tollerare reazioni di aggressività implicita od esplicita del partner
  • diminuire la confusione ed i sensi di colpa
  • aumentare la consapevolezza di sé e del proprio valore, demolito ulteriormente dalle modalità del partner
  • riconoscere gli atteggiamenti di manipolazione
  • aumentare l’assertività in modo che il dipendente affettivo possa pensare e manifestare i propri bisogni senza timore
  • imparare la validazione dei propri bisogni
  • imparare a tollerare “l’astinenza”dalla relazione, quando si tenta di allontanarsi
  • comprendere i propri schemi del passato che hanno generato la situazione odierna

La psicoterapia può aiutare il dipendente affettivo a riconoscere il proprio “vuoto d’amore” che l’ha portato in trappole cognitive ed  emotive e che l’ha condotto a sofferenza ed infelicità.

Per concludere, è importante sottolineare come gli studi dimostrino che la dipendenza affettiva, non sia appannaggio solo femminile e che anche i maschi possono presentare le medesime modalità di relazione.

Non esitare a contattarci per richiedere un supporto delle nostre specialiste.

Riconoscere e affrontare la dipendenza affettiva