L’osteopatia può essere di supporto allattamento, in quanto capace di apportare significativi miglioramenti nella suzione del neonato e di facilitare il suo attaccamento al seno materno.

Durante l’allattamento il neonato entra in contatto con il capezzolo della mamma e avvia una serie di movimenti coordinati della lingua unitamente all’attivazione dei muscoli delle labbra e della parte anteriore del collo.

La suzione può risultare difficoltosa e meno efficace a causa di un alterato coordinamento motorio di tutte le strutture anatomiche coinvolte in questo meccanismo. 

Numerosi studi dimostrano, infatti, come tensioni muscolo-scheletriche a livello cranio-cervico-mandibolare possono influenzare la biomeccanica della suzione nel neonato.

Queste tensioni posso crearsi già in utero per posizioni del feto mantenute a lungo nella pancia della mamma oppure possono crearsi durante il MECCANISMO DEL PARTO, il quale gioca un RUOLO IMPORTANTE NEL DISTURBO DELLA SUZIONE.

Il neonato, infatti, attraversa il canale del parto grazie a una combinazione di movimenti che interessa tutto il suo corpo e soprattutto grazie a un momentaneo rimodellamento della forma del cranio.  Dalla base cranica fuoriescono diversi importantissimi nervi, tra i quali quelli responsabili della sensibilità e della motilità della lingua.

Viene, quindi, facile pensare come ad una fase espulsiva difficoltosa, in cui la base cranica viene sottoposta ad un importante stress meccanico, potrebbe conseguire una suzione meno efficiente del neonato.

Inoltre, per nascere il piccolo deve compiere una modesta estensione della colonna cervicale che potrebbe portare a tensioni della muscolatura del collo e alterazioni della mobilità delle vertebre cervicali, con conseguente difficoltà da parte del neonato nell’assumere quelle posizioni necessarie per l’allattamento. 

IN CHE MODO L’OSTEOPATIA PUÒ ESSERE DI SUPPORTO?

L’osteopata, in assenza di patologie neurologiche gravi o anomalie congenite orali, può individuare e trattare le alterazioni muscolo-scheletriche che potrebbero predisporre a difficoltà nella suzione. L’osteopata utilizza un approccio manuale delicato, non invasivo e privo di controindicazioni.

Il trattamento viene effettuato dopo una attenta anamnesi della gravidanza e del parto e una valutazione palpatoria del neonato con particolare attenzione alle zone ipoteticamente sovraccaricate durante la fase espulsiva del parto. 

In questo modo l’osteopatia può essere di supporto allattamento, in quanto capace di apportare SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI NELLA SUZIONE DEL NEONATO E DI FACILITARE IL SUO ATTACCAMENTO AL SENO MATERNO.

È pero necessario intervenire fin dalle prime settimane di vita del neonato per poter sfruttare la fantastica elasticità tissutale di questo periodo.

Da sottolineare il fatto che l’intervento dell’osteopata deve affiancarsi e integrarsi ad un altro elemento alquanto fondamentale, rappresentato dal SUPPORTO OSTETRICO QUALIFICATO!

Beatrice Grisi, osteopata

Allattamento e osteopatia
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