L’estate è ormai conclusa ……. abbiamo iniziato a svolgere le nostre solite routine ma rimane ancora ben vivo il ricordo delle giornate spensierate che abbiamo trascorso al mare ad ascoltare i suoi dolci suoni, il grido dei gabbiani e il mormorio delle onde. È proprio pensando alle onde che mi è venuto in mente un viaggio strepitoso che ho avuto modo di fare due anni fa in California. Sulle spiagge di Malibu c’erano tantissimi surfisti nell’acqua che, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, salivano sulla loro tavola cercando di cavalcare l’onda perfetta. Ricordo di essere stata lì per ore, seduta sulla spiaggia, ad osservarli. In realtà non ho nulla da spartire con questo sport, non l’ho mai provato. Fino ad allora l’avevo visto solo in TV, ma sono rimasta affascinata dalla tenacia, dalla forza, dalla determinazione e dalla motivazione dei surfisti.

Jon Kabat-Zinn, creatore del protocollo Mindfulnness-Based Stress Reduction (MBRS) per la riduzione dello stress, scriveva:“Se non potete arginare le onde, imparate il surf”.

Le persone tendono ad evitare tutte quelle emozioni e pensieri che in un qualche modo possono farle soffrire.

Se da un lato la capacità di “lasciar andare” è alla base di una buona intelligenza emotiva dall’altro dobbiamo stare attenti a non trasformarla nella “paura di affrontare” determinati pensieri ed emozioni… pena “l’evitamento esperienziale”.

Anche le emozioni poco piacevoli come la rabbia, l’ansia o la tristezza, possono diventare una preziosa risorsa!!!

Cercare di fermarle direttamente distraendoti o cercando di far finta di niente è come cercare di fermare un’onda del mare.

Ciò che devi fare è aprirti anche a tali emozioni, cioè imparare a sentirle arrivare, notarle mentre si manifestano e trovare il modo di aspettare che passino.

Ogni emozione e/o sensazione, per quanto forte ed intesa sia, arriva e se ne va, proprio come un’onda.

“Immaginiamo la nostra mente come la superficie di un lago o di un oceano. Vi sono sempre delle onde, a volte grosse, a volte piccole e a volte quasi impercettibili (…) Allo stesso modo in cui non è possibile stendere una lastra di vetro sull’acqua per calmare le onde, non si possono sopprimere artificialmente le onde mentali e non sarebbe intelligente farlo. Si creerebbero unicamente nuove tensioni e conflitti interiori, non la calma”.

 

Questa metafora ci riporta direttamente ad una delle strategie di mindfulness utilizzate soprattutto nella gestione degli impulsi: l’urge surfing.

La tecnica dell’urge surfing(“fare surf sullo stimolo“) si basa sul principio secondo cui ogni impulso è, per sua natura, limitato nel tempo e tende a ridursi gradualmente fino a scomparire. Le spinte all’azione (come assumere sostanze o abbuffarsi), se non soddisfatte, raggiungono presto un picco di intensità, per poi calare e sparire. Tentare di combattere gli impulsi non fa che alimentarli e intensificarli. La tecnica dell’urge surfing prevede che il paziente cavalchi il proprio impulso, finché non si esaurisce. Verrà istruito ad osservarlo mentre cresce di intensità, a tollerarlo, a notare come va e viene, proprio come un’onda. Dopo due o tre ondate, l’impulso perderà forza e l’onda andrà ad infrangersi. Il mare, poi, si placherà.

Non si diventa però surfisti dall’oggi al domani! Così come, prima di andar per onde è necessario iniziare a prendere confidenza con l’elemento acqua, allo stesso modo dobbiamo prima conoscere ed entrare in contatto con le nostre emozioni e i nostri pensieri.

In ciò può venirci in aiuto l’ACT!

L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo comportamentale. L’ACT prende il nome da uno dei suoi messaggi fondamentali: accettare ciò che è fuori dal controllo personale e impegnarsi nell’intraprendere azioni che arricchiscono la propria vita. Ci insegna abilità psicologiche, note come abilità di mindfulness, per occuparci dei pensieri e dei sentimenti dolorosi in modo efficace, affinché abbiano un impatto e un’influenza molto minori. Ci aiuta a chiarire ciò che è veramente importante e significativo per noi, cioè, a chiarire i nostri valori e utilizzare tali conoscenze per guidarci, ispirarci e motivarci a stabilire obiettivi e a intraprendere azioni che arricchiscono la nostra vita.

Il surf delle emozioni è un’esperienza di sintonia assoluta con il nostro oceano interno: volarci sopra, toccarlo, entrarci ma… senza farsi sommergere: in altre parole, anzi con una sola parola, si chiama VITA!

Se vi va di provare a lanciarvi con la vostra tavola alla prossima onda vi aspetto presso il centro PerLa Donna!!!

 

Dott.ssa Gessica Crugliano

Psicologa

In questo articolo invece abbiamo ripreso alcune frasi/miti della nostra società che aleggiano intorno alla figura dello psicologo e abbiamo chiesto un parere al nostro team di psicologhe:

Ecco le loro risposte!

IMPARIAMO A SURFARE SULLE ONDE DELLA VITA.