L’endometriosi è la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero, dove causa infiammazione cronica. 

Solitamente la zona più colpita è la cavità pelvica (ad esempio quindi la superficie delle ovaie che affaccia sul peritoneo, i legamenti pelvici)  ma possono risultare colpiti anche il tratto gastro intestinale, vagina e sistema urinario; raramente diaframma e polmoni. 

Questa definizione anatomica è comunque riduttiva per descrivere l’intero spettro clinico delle caratteristiche dell’endometriosi ed i meccanismi pato-fisiologici e le ripercussioni psicologiche che può causare a chi ne soffre.[1][2][7]

BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). “Medical gallery of Blausen Medical 2014“. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010ISSN 2002-4436.

L’Endometriosi si verifica raramente prima del menarca (primo ciclo mestruale) o dopo la menopausa: è infatti una patologia estrogeno-dipendente, cioè legata alla presenza di un ciclo mestruale attivo.

Si valuta che siano colpite da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva; la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Il picco delle diagnosi si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. 
La diagnosi può arrivare, purtroppo, dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna[4]. 

Un disturbo multifattoriale le cui cause non sono ancora del tutto chiarite.

Una delle ipotesi è che il flusso mestruale segua un percorso retrogrado, “al contrario” rispetto al suo corso normale e quindi fluisca attraverso le tube di Falloppio, all’interno della cavità pelvica e nel peritoneo. 

Una malattia invalidante. 

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore mestruale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore alla minzione e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. Il dolore può essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. 

dolori lombari ed alle gambe possono interferire significativamente con la produttività della persona e la vita professionale. Sono descritti anche disturbi digestivi. [7][9][11]

Vivere con un forte dolore pelvico che si ripresenta ciclicamente o presente in cronico o la paura che si ripresenti, spesso per anni, può sfociare in ansia e depressione.
Un’altra fonte di potenziale ansia è legata al timore che la patologia possa interferire con una presente o futuro desiderio di maternità.

L’endometriosi è causa di sub-fertilità o infertilità e l’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita e ai costi diretti e indiretti. Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.
Molte donne riferiscono sintomi già dall’adolescenza ma sfortunatamente non vengono diagnosticate immediatamente.

Bisogna quindi essere consapevoli, che i dolori mestruali e durante i rapporti sessuali, non sono normali e che non devono essere taciuti ma indagati.

Diagnosi

La diagnosi viene fatta su:
– sintomi riferiti;
ecografia pelvica;
– laparoscopia (biopsia dei tessuti).

Le donne che hanno la madre o una sorella affette da endometriosi hanno un rischio maggiore di esserne affette a loro volta. Sembrerebbe infatti che alcuni geni predispongano alla patologia.

La gravità della condizione è variegata: molte donne con endometriosi non lamentano sintomi; altre, che lamentano grave sofferenza, possono avere lesioni minime. Ciò suggerisce che la risposta del corpo è molto soggettiva e indipendente dalla presenza o estensione degli impianti stessi. 

Fattori di rischio:  
Ad oggi i fattori di rischio per l’endometriosi non sono del tutto compresi. Vengono indicati: la nulliparità (non aver avuto figli), menarca precoce o menopausa tardiva, cicli molto corti o cicli molto lunghi.
Al contrario la multiparità (l’aver avuto figli), allattamento al seno prolungato e menarca dopo i 14 anni, sembrano diminuirne il rischio.

Non sono state raccolte evidenze sufficienti a correlare l’endometriosi con un aumentato rischio per il cancro alle ovaie. [10]

Cura

Il trattamento è rivolto a risolvere il dolore, la presenza delle masse e l’infertilità.
La strategia di trattamento dipende:
– dalla gravità dei sintomi e dall’estensione delle lesioni patologiche,
– da desiderio di gravidanza della paziente,
– dalla vicinanza alla menopausa. Dopo la menopausa i sintomi, infatti, tendono a migliorare in modo significativo.

L’approccio per il controllo dell’endometriosi è l’osservazione, nei casi con sintomatologia minima, o il trattamento farmacologico.

I trattamenti ormonali non curano l’Endometriosi ma ne attenuano la sintomatologia: terapia ormonale ( ad esempio: pillola contraccettiva, anatagonisti o analoghi del GnRH- Gonadotropin-Releasing hormone) nei casi che presentano sintomatologia lieve o moderata; inibitori dell’aromatasi (che agiscono bloccano la formazione degli estrogeni) per i casi con sintomatologia severa.

In gravidanza i sintomi possono attenuarsi anche significativamente.

Il ricorso alla chirurgia, eradica la lesione causa dell’infiammazione, avviene nel 10-20% dei casi: quelli più gravi o con complicazioni.

Esercizio fisico: Alcuni studi suggeriscono che praticare regolarmente esercizio fisico avrebbe un effetto protettivo nei confronti di patologie che coinvolgono processi infiammatori ed alcuni studi preliminari sull’endometriosi sembrerebbero andare nella stessa direzione.[4]

Endometriosi e Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): 
L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (“moderato o III grado” e “grave o IV grado”) riconoscendo a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo [11]. 

CONSIGLI NUTRIZIONALI:

L’endometriosi è una patologia complessa caratterizzata da un processo infiammatorio cronico, estrogeno-dipendente che colpisce i tessuti pelvici comprese le ovaie.[3][4][5][8]

Il consiglio nutrizionale è una dieta anti-infiammatoria: bassa in grassi, alta in fibre.

È importante anche assicurarsi, un buon apporto di Omega-3 (da pesce ma anche semi di lino, noci ecc), vitamine da verdura e frutta, bassi livelli di carboidrati raffinati e bere adeguatamente.

Evitare alcool: l’ipotesi è che l’alcool, aumentando i livelli di estrogeni e di stress ossidativo, abbia un ruolo peggiorativo sulla patologia.

Referenze:
[1]BC Women’s Center Pelvic Pain & Endometriosis. 
www.womenpelvicpainendo.com
[2]Chen LC et al.;Risk of developing major depression and anxiety disorders among women with endometriosis: a longitudinal follow-up study. J aAffect Disord.2016;190:282-285
[3]Dietary recommendations for CPP v3; Nov 2015 BC Women’s Center for Pelvic Pain& Endometriosis
[4]Endometriosis.org
[5]Giudice LC. Endometriosis. Clinical Practice. N Eng J Med 2010;362(25);2389-98
[6]Kennedy S, et al. ESHRE guideline for the diagnosis and treatmenet of endometriosis. Human Reprod 2005;20(10):2698-2704
[7]Nutrition Guide for Clinicians; nutritionguide.pcrm.org
[8]Serdar E Bulun et al.; Endocr Rev.2019Aug; 40(4):1048-1079.
 [9]Vercellini P et al; Endometriosis: pathogenesis and treatment. Nat Rev Endocrinol. 2014(5):261-275.
[10]Vigano et al.; The relationship of Endometriosis and ovarian malignancy: a review. Fertil Steril 2008; 90(5):1559-70
 
[11]www.salute.gov.it

Dott.ssa Laura Biondini

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Endometriosi e consigli nutrizionali
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