Dopo il parto o con l’avanzare della menopausa una donna può andare incontro ad alterazioni del pavimento pelvico, quel complesso di strutture che sostengono gli organi pelvici, determinando lo sviluppo di incontinenza urinaria e prolasso genitale.

Queste patologie possono manifestarsi insieme o separatamente.  

L’incontinenza urinaria è un problema che colpisce più donne di quello che si possa pensare e che può diventare un problema invalidante con un forte impatto sulla vita sociale e lavorativa.

Spesso le donne non vogliono affrontare il problema, pensando che sia normale perdere urina dopo la menopausa o dopo un parto, oppure si vergognano per questa condizione.

Per incontinenza urinaria non ci riferiamo solo alla perdita di urina che si verifica a seguito di un colpo di tosse, uno starnuto, l’esercizio fisico… ma anche all’urgenza di fare pipì e all’elevata frequenza di atti minzionali durante la giornata o la notte. 

In cosa consiste la visita uroginecologica?

La visita consiste nella classica visita ginecologica di routine che prevede un’analisi approfondita al fine di escludere prima di tutto prolasso e/o masse pelviche come cisti e ovaie, fibromi uterini e masse tumorali benigne o maligne.

Si abbina anche un’analisi non invasiva per indagare il residuo post-minzionale e la morfologia del basso tratto urinario. 

Grazie ad un’apposita strumentazione (esame urodinamico) il medico analizza il processo mediante quale la vescica si riempie e si svuota, per individuare le possibili cause dell’incontinenza urinaria.

Particolare attenzione viene posta anche alla struttura e alla tenuta del pavimento pelvico.

A seconda delle cause che determinano l’incontinenza urinaria, si può poi procedere con trattamenti conservativi, quali la riabilitazione del pavimento pelvico, le tearpiemediche e/o chirurgiche.

Per chi è consigliata?

La visita uroginecologica è indicata per tutte le donne che presentano sintomi di incontinenza urinaria e/o prolasso genitale (inteso some senso di peso o di corpo estraneo a livello perineale).

Le patologie della statica pelvica colpiscono moltissime donne, specialmente dopo la menopausa o la gravidanza.

Non è normale che una donna perda la pipì, in qualsiasi età della vita si trovi. Con una diagnosi precoce si può decidere quando e come intervenire efficacemente.

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