Episodi di perdita di memoria, difficoltà nell’orientamento e nella capacità di prendere decisioni, disturbi nella parola e perdita della capacità di denominare gli oggetti. Ecco quali sono i primi sintomi che caratterizzano la demenza, che è una malattia di cui in Italia soffre circa un milione di persone, perlopiù in età avanzata. Nel 60% dei casi, la demenza è collegata al morbo di Alzheimer.

Ne parliamo con la dottoressa Benedetta Tagliabue, Geriatra e Gerontologa, specializzata nei disturbi cognitivi e nelle demenze.

Partiamo dall’inizio dottoressa: come si differenziano la demenza e l’Alzheimer?

Con il termine Alzheimer si identifica una malattia che ha determinate caratteristiche di sofferenza dei neuroni e del tessuto cerebrale che portano a un cattivo funzionamento del cervello. Con demenza senile ci si riferisce invece al quadro clinico, cioè ai sintomi.

Oltre a quelli che abbiamo già accennato, ci sono altri sintomi che è necessario tenere sotto controllo?

Assolutamente si, ci sono dei segnali che è importante tenere in considerazione, vediamoli insieme.

Nei pazienti che soffrono di demenza si riscontrano spesso perdita di interesse e tendenza all’isolamento sociale; a questi si possono aggiungere una perdita di peso associata ad un rapporto complicato con il cibo: spesso il paziente si dimentica di aver mangiato.

In altri casi l’esordio è prevalentemente caratterizzato dalla perdita di memoria, legata alla difficoltà di portare a termine semplici operazioni quotidiane, come vestirsi o prendersi cura di sé.

Nelle forme più gravi, il paziente fatica a riconoscere i volti e le persone, anche quelle che hanno sempre fatto parte della sua vita.

In associazione sono spesso presenti disturbi del comportamento e cambiamenti di carattere, anche bruschi.

In ogni caso, è importante ricordare che i sintomi possono essere molto diversi e sopraggiungere insieme: ogni caso è unico ed ha una sua specificità.

Che cosa succede al cervello delle persone che sono affette da Alzheimer e demenza?

L’Alzheimer è una malattia che porta alla morte dei neuroni, che sono le cellule fondamentali che regolano il funzionamento del nostro corpo. L’ipotesi principale è che questa distruzione sia dovuta ad accumuli patologici di alcune proteine; quello che sappiamo è che arriva un momento in cui i neuroni non funzionano più come dovrebbero.

Tra i vari tipi di demenza, prevalente è oltre all’Alzheimer la demenza vascolare, che è caratterizzata da un danno ischemico cerebrale diffuso, paragonabile a tanti piccoli bombardamenti di alcune zone del cervello.

Si può fare prevenzione?

Un aspetto molto importante, quando si parla di prevenzione della demenza e dell’Alzheimer, riguarda l’alimentazione. È provato che la dieta mediterranea sia uno dei modelli migliori, perché dove viene seguito questo schema alimentare la popolazione invecchia con meno problemi. Ugualmente, anche un’attività fisica regolare ritarda l’invecchiamento.

Esiste poi una riabilitazione cognitiva che è utile intraprendere nelle fasi iniziali della malattia, per rallentarne l’evoluzione.

Come si può affrontare e gestire la malattia?

Per i pazienti è importante affrontare la fase dell’accettazione della malattia, che si compone spesso di negazione e rifiuto, con ansia per il riconoscimento di scarsa capacità nello svolgere le abituali attività della vita quotidiana.

Nelle fasi avanzate di malattia è inoltre utile la presa in carica di tutta la famiglia, perché l’Alzheimer è spesso correttamente definita una patologia che ingloba la sfera famigliare, che va quindi supportata e indirizzata.

Se si dovesse rendere necessario dare un supporto alle famiglie, ecco che un centro diurno potrebbe rappresentare una buona soluzione. Le strutture semiresidenziali, infatti, favoriscono il recupero della socialità e il mantenimento delle autonomie residue: un supporto specializzato permette di gestire nel modo migliore la malattia.

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Demenza e Alzheimer, cosa sono e come gestirle