La colica infantile è nella maggior parte dei casi un evento fisiologico che può interessare la maggior parte dei neonati.

Quali sono le cause delle coliche e come riconoscerle?

Il pianto è una delle prime e più potenti forme di comunicazione per i neonati. In questa fase iniziale del loro sviluppo, i bambini non sono ancora in grado di soddisfare i propri bisogni. Il pianto li collega ai loro caregiver, che sono la loro fonte primaria di protezione e cura, e questo comportamento evolutivamente selezionato probabilmente aumenta le possibilità di sopravvivenza dei bambini (Zeifman, 2001).

Il pianto dei bambini durante i primi mesi di vita è considerato per riflettere i cambiamenti fisiologici maturazionali nello sviluppo neurocomportamentale (Barr, 2010).

La colica infantile è nella maggior parte dei casi un evento fisiologico caratterizzato da un pianto inconsolabile per più di tre ore al giorno, più di tre giorni alla settimana e per più di tre settimane. Colpisce circa il 10-40% dei neonati in tutto il mondo e raggiunge dei picchi intorno alle sei settimane di età, con sintomi che si risolvono dai tre ai sei mesi.

L’insorgenza è maggiore nelle ore serali, tipicamente dopo le 17:00. La causa della colica infantile non è ancora nota, tuttavia può essere associata ad alterazioni della flora batterica intestinale, intolleranza alle proteine ​​o al lattosio del latte vaccino, immaturità o infiammazione del tratto gastro-intestinale, aumento della secrezione di serotonina, difficoltà di attaccamento al seno e abitudine al fumo da parte della madre (Zeevenhooven et al., 2018). 

Il trattamento osteopatico è in grado di influenzare positivamente quei sistemi fisiologici che sono la salute, ovvero gestiscono la capacità allostatica e quindi l’omeostasi nel bambino.

Gli approcci terapeutici alle coliche nel lattante

La gestione clinica della colica infantile è spesso guidata dall’esperienza piuttosto che sulla base di prove.

Quando le coliche non sono accompagnate da segni allarmanti o altri sintomi, questa condizione auto-limitante dovrebbe inizialmente essere trattata con  empatia e rassicurazione dei genitori.

Inoltre, la gestione dovrebbe essere sempre personalizzata, poiché ogni famiglia affronta il problema del pianto in modo diverso. S

ono state suggerite varie opzioni di trattamento per le coliche infantili.
Per iniziare è bene ricercare una regolarità e una prevedibilità nelle routine del sonno, dell’alimentazione e delle attività giornaliere dei bambini e dei genitori, in modo da ridurre e regolare il livello di eccitazione del bambino.
A questo stesso scopo il massaggio infantile è risultato essere molto utile migliorando la relazione madre-figlio e fornendo una stimolazione sensoriale tale da indurre effetti rilassanti nel neonato (Zeevenhooven et al., 2018).

Effetti simili si possono osservare attraverso tecniche di “kangaroo theraphy”, o “skin to skin”, basate sul contatto pelle a pelle tra genitore e neonato. Si sfrutta il riscaldamento dell’area toracica in connessione al rilascio di ossitocina (ormone del benessere, che promuove il rilassamento, la crescita ed è presente moltissimi processi fisiologici della gravidanza, del parto e del post-parto) dovuto al contatto pelle a pelle, creando così un luogo caldo e accogliente dove il bimbo può accoccolarsi (Boundy et al., 2016).
Similmente il contenimento in fascia è diventato ormai una pietra miliare nella gestione della colica infantile, molto apprezzato da parte dei genitori.

Il trattamento osteopatico nella colica

In questo contesto si inserisce il trattamento osteopatico, con recenti studi scientifici in cui si è enfatizzato il ruolo del tocco affettivo, sottolineando la possibilità di influenzare positivamente quei sistemi fisiologici che sono la salute, ovvero gestiscono la capacità allostatica e quindi l’omeostasi (Manzotti et al., 2019).

Alcuni studi hanno inoltre dimostrato una riduzione delle ore giornaliere di pianto dopo il trattamento osteopatico (Dobson et al., 2012). Altre soluzioni terapeutiche per i bambini allattati al seno comprendono la riduzione di allergeni nella dieta materna (Zeevenhooven et al., 2018). Si può quindi affermare che la gestione di questo disturbo è multifattoriale, ed è quindi fondamentale la collaborazione multidisciplinare.

Zeifman, D., 2001. An ethological analysis of human infant crying: Answering Tinbergen’s four questions. Developmental Psychobiology, 39(4), pp.265-285.
Barr, R., 2010. The Normal Crying Curve: What Do We Really Know?. Developmental Medicine & Child Neurology, 32(4), pp.356-362.
Manzotti, A., Cerritelli, F., Esteves, J., Lista, G., Lombardi, E., La Rocca, S., Gallace, A., McGlone, F. and Walker, S., 2019. Dynamic touch reduces physiological arousal in preterm infants: A role for c-tactile afferents?. Developmental Cognitive Neuroscience, 39,      p.100703.

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Sonia Zanini, 
osteopata specializzata in ambito 
ostetrico-ginecologico e neonatale

Le coliche del lattante
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