Questa storia inizia nell’antica Grecia con la malattia conosciuta come scorbuto, una patologia legata ad una carenza di vitamina c nella dieta.Era noto, soprattutto tra le popolazioni marinare, come lo scorbuto potesse essere curato e prevenuto dall’assunzione di verdure e frutta fresca, o dall’estratto di aghi di pino. Questi infatti sono ricchi di vitamina C.

Solo nel 1912 il medico Funk ipotizzo la presenza nelle piante verdi di una sostanza idrosolubile ad azione antiscorbutica, nel 1921 tale sostanza fu isolata e denominata vitamina C.

La vitamina C, conosciuta anche come acido ascorbico, viene sintetizzata dalle piante e da molti animali (anfibi, rettili, alcuni uccelli e Mammiferi) a partire dal glucosio.
Tra i Mammiferi solo l’uomo, altri primati e la cavia non sono in grado di sintetizzarla.

Essa viene assorbita nella parte prossimale dell’intestino tenue. L’assorbimento diminuisce con l’avanzare dell’età e nei casi di infezione intestinale.

Necessaria per la crescita e la salute delle cellule e dei tessuti è una molecola micronutriente, richiesta dall’organismo in piccole quantità ma fondamentali.

Per averne a disposizione in quantità sufficienti nei momenti di maggior bisogno è necessario assumerla regolarmente con l’alimentazione.

In alcuni momenti della vita il nostro organismo può necessitarne maggiormente come durante la gravidanza e l’allattamento al seno.

Ecco le principali funzioni della vitamina C:

 

  • ANTIOSSIDANTE: contrasta i radicali liberi, che sono responsabili del processo di invecchiamento. I radicali liberi infatti si accumulano nell’organismo durante i processi digestivi ma anche durante l’esposizione prolungata a sostanze pericolose come quelle presenti nel fumo o nelle radiazioni, inclusi i raggi ultravioletti del sole.
  • ALLEATA del FERRO: la vitamina C aiuta ad assorbire il ferro, in particolare di quello presente negli alimenti di origine vegetale che è più difficile da assorbire. Per questo motivo è utile condire le verdure a foglia verde come gli spinaci, con succo di limone. Anche quando si è in una situazione di anemia e viene somministrato del ferro è utile assumerlo in contemporanea con integratori di vitamina C o meglio ancora con agrumi freschi! Ad esclusione del pompelmo che invece agisce in senso opposto.
  • PRODUZIONE DI COLLAGENE: componente importante dei tessuti, dei legamenti e dei vasi sanguigni; è importante anche per la sintesi di alcuni neurotrasmettitori e per il metabolismo dei grassi e delle proteine. Micronutriente necessario per la crescita e la riparazione dei tessuti nonché per la salute di cartilagini, ossa e denti.

La carenza di vitamina C determina un’incapacità a combattere le infezioni e guarire le ferite, aumenta invece, la facilità con cui si formano i lividi, le perdite di sangue dal naso e indebolire lo smalto dei denti. Pelle e capelli possono seccarsi e le articolazioni possono gonfiarsi e fare male.

 

ALIMENTI CONTENENTI VITAMINA C

La frutta e le verdure contengono vitamina C. Non a caso prima della sua scoperta lo scorbuto veniva curato con una dieta ricca di frutta e verdura fresche, soprattutto agrumi (arance, lime e succo di limone).

I frutti che ne sono più ricchi sono: uva, ribes, papaya, ananas, fragole, agrumi, melone, mango, lamponi e mirtilli; anche il kiwi è molto ricco di vitamina C. Le verdure, invece: i peperoni e, in misura minore, i broccoli, i cavoli, i cavolini di Bruxelles e i cavolfiori, gli spinaci, le cime di rapa e le altre verdure a foglia, le patate, i pomodori e la zucca.

Il contenuto di vitamina C degli alimenti può variare a seconda del tempo di conservazione.

I prodotti freschi ne sono più ricchi perché con il tempo i suoi livelli tendono a diminuire, soprattutto se frutta e verdura vengono lasciate in piena luce o cotte. Per questo la scelta migliore è mangiare frutta e verdura possibilmente fresche e crude.

Scopri il nostro calendario dell’orto!

Dr.ssa Stefania Ripamonti,biologa e nutrizionista

 

La Vitamina C